Al Gallo - L’ultimo m’accompagna
Questa raccolta di dieci racconti si rivela un'opera potente, matura e polifonica, capace di aprire veri e propri squarci nella superficie della realtà quotidiana per esplorare un'umanità complessa, divisa tra una fragile vulnerabilità e una feroce efferatezza.
Il viaggio letterario si apre con una narrazione inaugurale estremamente coinvolgente, scorrevole e dal passo sicuro, arricchita da splendide descrizioni sia dei personaggi che dei contesti geografici; in pochissime pagine l'autore dimostra una straordinaria capacità di sintesi emotiva, permettendo a chi legge di conoscere a fondo i protagonisti e di entrare subito in una profonda empatia con le loro vite. Da questa dimensione così intima si passa poi a scenari storici decisamente agghiaccianti dove l'ambientazione stringente di un campo di concentramento sul finire della seconda guerra mondiale evoca vividamente la paura e il dolore dei sopravvissuti. In questo specifico frangente i personaggi non hanno bisogno di troppi dettagli fisici perché è il contesto stesso a parlare per loro, trasmettendo il rumore assordante dei ricordi e una tensione costante che tiene il lettore con il fiato sospeso fino a un liberatorio, seppur parziale, sospiro finale. L'autore si dimostra altrettanto a suo agio con il genere noir e con il poliziesco, destreggiandosi abilmente tra trame psicologiche in cui l'identità del protagonista si svela solo nelle battute conclusive dopo un percorso denso di sentimenti intensi, e vicende struggenti ambientate in non-luoghi moderni come gli aeroporti, spazi di transito frenetico dove la velocità dei consumi fa smarrire l'essenza stessa e l'umanità delle persone. Un ruolo assolutamente centrale e viscerale è affidato alla città di Napoli, sviscerata e raccontata nelle sue molteplici sfaccettature: prima attraverso la vicenda fulminea, drammatica e senza filtri legata alla vita di un sub che lascia una profonda sensazione di amarezza, e successivamente nei suoi vicoli più oscuri e criminali. In quest'ultimo spaccato, la precisione quasi chirurgica delle descrizioni fisiche e l'uso sapiente del dialetto napoletano immergono completamente chi legge nella cruda e nota realtà della malavita, risolta però con rapidità da un poliziotto dall'intuito fulmineo. Non mancano intelligenti e originali riscritture letterarie, come il memorabile ed elegante debutto di un giovane Sherlock Holmes portato a Scotland Yard direttamente dal suo creatore, dove l'intuito dell'investigatore riempie la scena senza il bisogno di sovraccaricare il testo di dettagli superflui, così come si incontrano vicende gialle rapide e precise come il colpo secco di un cecchino, capaci di suggerire grandi retroscena in pochissime righe. Il tono della raccolta sa tuttavia alleggerirsi con intelligenza in spaccati sociali divertenti e ironici, focalizzati sulla difficile quotidianità delle classi meno abbienti e sull'arte millenaria di arrangiarsi per portare a casa la pagnotta, prima di calare definitivamente il sipario sulle inquietanti e solenni dinamiche di un'assemblea di camorra chiamata a decidere il destino dei singoli.
Lo stile dell'autore non fa mai sconti e si muove con naturalezza tra spietatezza, ironia e un profondo lirismo, confermando la tesi centrale dell'opera: ogni finale non è mai una vera conclusione, ma il punto esatto in cui le certezze crollano, l'ordinario diventa eccezionale e la vita si rivela finalmente in tutta la sua eccezionale e nuda verità.

Dieci racconti come dieci fenditure nel reale: in ognuna di esse si intravede un'umanità fragile e feroce, capace di compassione e di abisso. Con una scrittura che non fa sconti – ironica, spietata, a tratti lirica – Al Gallo racconta l'Italia delle periferie e dei centri borghesi, le ferite della storia e i paradossi del presente, l'istinto di sopravvivere e quello, altrettanto potente, di arrendersi. Il racconto d'apertura, L'ultimo m'accompagna, dà il titolo all'intera raccolta e ne è il manifesto: la fine non è mai davvero una fine, ma il punto in cui la vita si rivela per quello che è. Ogni storia mette in discussione certezze, smonta luoghi comuni, illumina zone d'ombra in cui tutti – prima o poi – ci riconosciamo. In queste pagine l'ordinario diventa eccezionale e il destino di chi non conta niente rivela la misura più autentica dell'umano.