Armando Guarino - La firma del samurai
La firma del samurai di Armando Guarino è un romanzo giallo che riesce ad appassionare e catturare l'attenzione sin dalle prime pagine, trascinando il lettore in una lettura che scorre veloce e incredibilmente coinvolgente.
La trama è ben studiata e articolata in modo da mantenere alta la tensione, seguendo un filo logico rigoroso che spinge a riflettere senza però permettere di scoprire l'identità del colpevole troppo facilmente.
Un aspetto straordinario del libro è l'importanza dei sentimenti: l'autore non si limita a raccontare un'indagine poliziesca, ma scava nell'anima dei personaggi, mettendo a nudo le loro fragilità, le paure, i rimorsi e le solitudini. Questa profonda attenzione emotiva permette di entrare in una sintonia intima e complessa non solo con gli investigatori e le vittime, ma persino con la mente del colpevole stesso. Armando compie un'operazione narrativa profonda e affascinante, riuscendo a fare entrare il lettore in contatto diretto con il lato oscuro e i pensieri di chi agisce mosso da una noia divorante e distruttiva, offrendo una prospettiva inquietante ma umanamente penetrante.
Accanto ai protagonisti, un ruolo fondamentale è rivestito da Napoli, una città che non fa semplicemente da sfondo, ma si trasforma in un personaggio vivo e pulsante. Con la sua verticalità fatta di scale, salite e vicoli oscuri, con il suo rapporto unico e viscerale con la morte e la memoria, Napoli avvolge l'intera narrazione, influenzando i ritmi e gli stati d'animo di chi la abita e di chi cerca di decifrarne i misteri. È una città che oscilla tra bellezza e dolore, perfettamente speculare alle inquietudini che agitano il romanzo.
Il risultato è un'opera che sa emozionare, un thriller psicologico e narrativo di grande impatto che unisce il rigore dell'indagine alla potenza della scrittura emotiva, lasciando il lettore incollato alle pagine fino all'epilogo.

Mentre l'ispettore Corrado Rota è a Milano per indagare sulla morte di Rosina, la prostituta sua ex informatrice, presso la questura di Napoli la psicologa Susy Scala indaga sugli omicidi di un serial killer. Non c'è nessun movente apparente, nessun collegamento fra le vittime: per collegare i delitti c'è unicamente un particolare modus operandi: il taglio alla harakiri.
La squadra investigativa può iniziare le indagini a partire da un solo indizio: una felpa con delle ali stampate indossata dal killer, definito dai media Il samurai.