Corrado Antani & Ettore Mascetti - Il mare non dimentica
Finito di leggere questo libro devo dire che mi è rimasto addosso quel tipico magone che lasciano le storie ambientate nei luoghi di confine. I romanzi di Ettore e Corrado non sono solo una corsa a trovare il colpevole, ma fanno sentire l'odore della nebbia, del fango e dell'acqua salmastra.
La storia si muove tutta nel Delta del Po, un posto che viene descritto così bene che sembra quasi di averci i piedi dentro, tra barene, canali e idrovore abbandonate. È un territorio chiuso, diffidente con chi viene da fuori, dove la gente si fa i fatti suoi e i segreti restano sepolti per decenni. Al centro di tutto c'è la storia della famiglia Rosselli. E' segnata da un dolore enorme: la morte del padre, trovato ammazzato nella sua barca nel 1992 e il caso viene archiviato troppo in fretta come incidente.
Trent'anni dopo, la figlia Agnese torna per vederci chiaro, trascinando nella faccenda Marco Pavan, un ex poliziotto diventato investigatore privato a Rovigo che definire un disastro con le donne e con la sua stessa vita è dir poco. Questo è il capitolo conclusivo della trilogia e Pavan per chi lo ha seguito come me non ha più bisogno di presentazioni. E' un personaggio che si fa voler bene proprio perché è storto, stanco, cinico quanto basta ma incapace di voltarsi dall'altra parte quando qualcuno ha bisogno. Intorno a loro c'è una fauna locale niente male: pescatori croati dal cuore d'oro, palazzinari senza scrupoli, farmacisti freddi come il marmo e cooperative di pesca che muovono interessi enormi legati alle vongole e ai vecchi affari della zona.
Quando il fratello di Agnese viene trovato morto ammazzato nel Giardino Botanico di Porto Caleri, la faccenda si fa seria sul serio e le indagini ufficiali si scontrano con i silenzi della laguna. Nel frattempo, spuntano pure vecchi conti in sospeso dal G8 di Genova del 2001 e un evaso assetato di vendetta che tiene alta la tensione fino all'ultima pagina.
Quello che mi è piaciuto di più è l'atmosfera. Non è il classico thriller da spiaggia che si legge di fretta; è un romanzo malinconico, ruvido, dove i personaggi si portano dietro ferite che non si sono mai chiuse davvero. Anche le descrizioni non annoiano mai, anzi, ti buttano dentro quel paesaggio acquitrinoso dove il fiume incontra il mare e dove sembra che il tempo si sia fermato agli anni novanta. Alla fine tutto si incastra, i colpevoli vengono a galla e i nodi arrivano al pettine, ma ti rimane addosso la sensazione che in un posto così certe cose non si lavino via mai del tutto.

Nel 1992, a Levante Marina, una cittadina immaginaria nel Delta del Po, viene ritrovato il corpo senza vita di Oreste Rosselli, abbandonato su una barca alla deriva, con il ventre squarciato. Il caso resta irrisolto per decenni fino a quando, ai giorni nostri, l'investigatore Marco Pavan riceve un misterioso invito per un concerto nel Delta. Pavan si trova così catapultato in un'indagine ad altissimo rischio, che riapre ferite del passato e lo costringe a confrontarsi con i drammatici eventi del G8 di Genova, quando la sua vita cambiò per sempre. In questa nuova sfida, può contare ancora una volta sull'aiuto di Caterina, la geniale hacker costretta su una sedia a rotelle, e sull'ingenuo ma leale poliziotto Manfron. La situazione precipita quando Cesare Baldini, un criminale fatto condannare da Pavan ai tempi di Genova, evade dal carcere con un solo obiettivo: vendicarsi. Mentre il cerchio si stringe e i segreti di Levante Marina emergono, Marco dovrà rischiare tutto - inclusa la vita delle persone a lui più care - per scoprire la verità. E il prezzo da pagare sarà più alto di quanto avrebbe mai immaginato.