Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti - Fake
Un omicidio. Un incendio. La Crime Academy sotto assedio. Una studentessa viene trovata morta e in poche ore le domande si moltiplicano, insieme alle polemiche che bruciano. Mentre i riflettori dei media puntano tutti sulla scuola che ha fondato, Angela Di Cori si ritrova a combattere su due fronti che le lacerano l’anima: cercare un assassino e difendere con le unghie tutto ciò in cui crede. Qualcuno è stato ucciso, qualcuno ha dato fuoco allo sportello antiviolenza, e qualcuno vuole trasformare la ricerca della verità in un processo pubblico.
È il terzo libro del ciclo Crime Academy e ritrovarsi con Angela, Nic, Franco e Mia è come tornare a casa. Con loro ci sono anche i fratelli Benassi, uno avvocato e l’altro questore. Per me questi personaggi non sono inchiostro su carta. Sono veri, hanno il respiro corto, la rabbia, la tenerezza. Mi trasmettono tutto. Mi scaldano quando ridono e mi fanno a pezzi quando crollano, perché le loro ferite le sento anche mie.
Poi ci sono quelli che ti entrano dentro in silenzio. C’è nonna Melina. Io la sento come fosse la mia. Non alza la voce, non ha bisogno. C’è e basta. La senti nel cuore, costante, e invece di soffocarti ti accompagna. E poi ci sono Livio e Miranda. Su di loro il cuore fa un nodo. Di loro non dico, perché la loro storia non finisce qui e merita di essere scoperta pagina dopo pagina. Questo libro ti ricorda anche una cosa dura: il male non urla. Si annida in profondità, e a volte non bastano gli occhiali migliori per vederlo. Ti insegna che non basta seguire il cuore. Il cuore va ascoltato, sì, ma deve parlare anche con la ragione prima di fare un passo.
Roma è bellissima in queste pagine. Ampia, viva, piena di luce. Eppure per alcuni personaggi diventa improvvisamente troppo piccola, uno spazio che stringe.
La trama è articolata, e ti prende. Sai che c’è una meta, ma per arrivarci la strada è ripida, intricata, ti avvolge e non ti lascia fiato. È un romanzo che scorre, che non molla. Ti costringe a voltare pagina, sempre un’altra, per capire che scelta faranno, per capire dove andranno a parare.
Negli ultimi capitoli arriva la sorpresa. L’arrivo di un personaggio "nuovo" mi ha fatto sorridere fino alle lacrime di gioia. Ho sentito calore al cuore. Non me l’aspettavo, ed è stato bellissimo. Un arrivo che ti riaccende la voglia di restare con loro, di seguirli ancora, di non lasciarli mai più.
Alla fine questo libro mi ha lasciato addosso la sensazione che la Crime Academy sia più di una scuola. È un posto dove si impara a cadere e a rialzarsi, dove si impara a scegliere da che parte stare anche quando fa male, anche quando la verità pesa. E io da lì non me ne voglio andare.

Un omicidio. Un incendio. La Crime Academy sotto assedio.
Una studentessa viene trovata morta.
In poche ore le domande si moltiplicano.
Le polemiche anche.
Mentre l'attenzione dei media si concentra sulla scuola che ha fondato, Angela Di Cori si ritrova a combattere su due fronti: trovare un assassino e difendere tutto ciò in cui crede.
Perché qualcuno è stato ucciso.
Qualcuno ha incendiato lo sportello antiviolenza.
E qualcuno sembra deciso a trasformare la ricerca della verità in un processo.