Emanuele Faconti - La casa delle bambole rotte

17.07.2026

Un omicidio morale. Un'intera città che si volta. Una luminosa mattina di marzo a Viareggio diventa improvvisamente ostile per il professor Amedeo Barale, docente di filosofia arrivato da pochi mesi. Senza un motivo apparente, ogni sguardo si trasforma in giudizio e ogni parola in sospetto, come se la città intera avesse deciso di additargli colpe oscure. È solo l'inizio di una sequenza di fatti stravaganti e inquietanti che, all'apparenza, non hanno alcun nesso tra loro. Le circostanze sembrano inchiodare Barale a un reato ignobile, eppure qualcosa non quadra.

A seguire il filo della vicenda è l'ispettrice capo Vera Morelli, che conduce le indagini muovendosi tra le vie della città e un condominio assolutamente fuori dagli schemi. Lì abitano nerd, bambine rumorose e simpaticissime, famiglie sgangherate e altri personaggi improbabili che danno ritmo e colore alla storia.

La trama si rivela intricata, ben costruita e articolata. I diversi piani narrativi si intrecciano con precisione, tenendo alta la tensione fino alle ultime pagine. Il colpo di scena finale arriva inatteso e ribalta la lettura di quanto accaduto in precedenza, ricomponendo i pezzi con una logica che non era stata intuita.

I personaggi sono ben delineati. Vera Morelli in particolare risulta molto empatica: la sua umanità e la sua ostinazione emergono fin dalle prime pagine e permettono di entrare subito in sintonia con lei. Anche i personaggi secondari, pur nelle loro eccentricità, risultano credibili e contribuiscono a dare profondità al racconto.

Le descrizioni dei luoghi sono accurate. Viareggio viene restituita con attenzione ai dettagli, e per chi la conosce è facile riconoscerla. Si percepiscono i profumi familiari, a partire da quello del mare, che accompagna diverse scene e rende l'ambientazione viva e presente.

Un romanzo che gioca con il sospetto collettivo e con le apparenze, costruendo una storia avvolgente che sorprende e lascia il segno.

Immagina che un giorno, senza un motivo apparente, tutti comincino a guardarti con astio e riprovazione. Che ogni sguardo diventi un giudizio, ogni parola un sospetto, come se un'intera città ce l'avesse con te per ragioni oscure.

È ciò che accade, in una luminosa mattina di marzo, al professor Amedeo Barale, docente di filosofia arrivato da pochi mesi a Viareggio. Ma questo è solo l'inizio di una catena di fatti stravaganti e inquietanti, apparentemente senza un nesso tra loro. Le circostanze sembrano inchiodare Barale a un reato ignobile. Eppure, qualcosa non torna.

A occuparsi del caso è l'ispettrice capo Vera Morelli, che abita in un folle condominio popolato da nerd, bambine rumorose e simpaticissime, famiglie sgangherate e altri personaggi improbabili.

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