Francesco Galardo - L'algoritmo del male
Uno spy thriller ambizioso che mette insieme corruzione, esoterismo e potere per parlare del conflitto più vecchio che c’è: bene contro male. Ci riesce, anche se non senza chiedere al lettore un po’ di attenzione in più.
Siamo quattro anni dopo il “Default globale”. Il mondo è una prigione digitale retta dal Credit System, un algoritmo che decide quanto vali e che futuro ti meriti. Dietro c’è un nome che dovrebbe essere morto: Giovanni Santoro. Sua figlia Maria Angela, ingegnere informatico in un bunker segreto a Brooklyn, riceve un messaggio criptato che cambia tutto. Suo padre è vivo, prigioniero nella Clinica Nova. Da lì parte una caccia alla verità che porta Maria tra enigmi biblici, codici nascosti e una cospirazione che lega politici, Empusa Limited e un esperimento oscuro del passato.
L’impianto è solido e attuale. L’idea di un mondo controllato da un algoritmo sociale colpisce perché somiglia troppo a certe derive che vediamo già oggi.
La scrittura è buona: scorrevole, senza frasi ad effetto gratuite. Quando l’autore decide di entrare nei dettagli lo fa con parole scelte bene, precise. Ci sono descrizioni e passaggi che restano, perché riescono a rendere l’atmosfera di fango, ghiaccio e tensione senza appesantire.
Il libro ha una trama molto articolata. I personaggi sono numerosi e alcuni vengono descritti in profondità, il che dà spessore alla storia. La narrazione si muove spesso tra luoghi e tempi diversi, creando un mosaico ampio e dinamico.
Per la quantità di spunti e dettagli che vengono introdotti, a volte il ritmo accelera e ti invita a seguirlo con concentrazione. È un testo che premia una lettura attenta e continuativa: se ti fermi, rischi di dover riprendere il filo un passo indietro. Ma quando ci rientri, il quadro si ricompone e la storia riparte con forza.
Maria Angela funziona come centro della storia. È testarda, competente, umana. La sua motivazione è chiara e ti spinge a seguirla anche quando la trama si fa più complessa. Il conflitto morale è il vero motore: consegnare il mondo al Male o all’Oblio non è una scelta da poco, e il libro non la banalizza. Dietro ai complotti c’è una riflessione sul potere, sul controllo e su quanto siamo disposti a cedere della nostra libertà per sentirci al sicuro.
È un thriller denso, scritto bene, con un’idea di fondo potente e attuale. E' per chi ama le storie complesse, piene di cospirazioni, codici e salti temporali. Richiede attenzione, ma ripaga: quando tutti i pezzi tornano al loro posto, la storia ti prende e non ti molla più fino a quella scelta finale tra Bene o Male e Oblio.

Uno spy thriller che intreccia corruzione, esoterismo e potere per esplorare l'eterno conflitto fra bene e male.
Quattro anni dopo il Default globale, il mondo è una prigione digitale retta dal Credit System, un algoritmo che decide il valore e il destino di ogni essere umano. Dietro questo sistema di controllo, c'è un nome maledetto: Giovanni Santoro, l'informatico che tutti credono morto.
Sua figlia Maria Angela lavora come ingegnere informatico in un bunker segreto di Brooklyn. Quando un messaggio criptato le svela che il padre è vivo, prigioniero nella misteriosa Clinica Nova, Maria si lancia in una disperata caccia alla verità.
Attraverso enigmi biblici e codici nascosti, scoprirà l'orrore dietro l'algoritmo: una cospirazione che lega politici di altissimo profilo, l'organizzazione Empusa Limited e un oscuro esperimento del passato. Tra fango e ghiaccio, toccherà a lei decidere se consegnare il mondo al Male o all'Oblio.