Simone Pavanelli - Presenze fatali

09.10.2026

Presenze fatali di Simone Pavanelli è un noir potente e dal ritmo incalzante, ambientato nella suggestiva e nebbiosa campagna del Polesine tra Ferrara e Rovigo. Il protagonista è Filippo Semplici, un maresciallo dei Carabinieri appena trasferito che nel tempo libero adora andare a caccia di storie di fantasmi per raccogliere materiale per i suoi romanzi horror. La curiosità lo spinge a indagare su un vecchio casolare che la gente del posto dice infestato, ma la leggenda si trasforma presto in un'indagine reale quando si ritrova a scavare su un misterioso omicidio irrisolto del 1976. 

Lo stile di scrittura di Simone è il vero motore del romanzo, grazie a una narrazione diretta, rapida e incredibilmente precisa che elimina ogni tempo morto. L'autore adotta un taglio fortemente cinematografico, dove la prosa essenziale e i dialoghi continui e naturali creano una tensione costante che cattura subito il lettore. Non ci sono fronzoli o giri di parole, e l'abilità di Simone sta proprio nel trasformare i casolari isolati e la nebbia in veri e propri personaggi della storia. 

In questo libro gli spettri non sono semplici creature soprannaturali, ma diventano la metafora delle ingiustizie reali e delle verità taciute da una comunità che preferirebbe dimenticare il passato. Simone Pavanelli gestisce con grande fluidità il doppio binario temporale tra ieri e oggi, offrendo agli appassionati di gialli e thriller un viaggio avvincente e visivo, un noir moderno e asciutto dove i veri mostri sono fatti di carne e ossa. 

Francesco Michelini

I fantasmi sono una tentazione per Filippo Semplici, maresciallo dei Carabinieri che, fuori servizio, va a caccia di storie per i suoi romanzi horror. Appena arrivato nel Polesine, si imbatte in un casolare che, secondo le voci, sarebbe infestato. Dare forma ai sussurri e alle dicerie è imperativo per ogni scrittore, ma a volte le storie prendono il sopravvento: il passato si apre come una voragine e gli spettri pretendono di essere ascoltati, come quello dell'uomo ritrovato impiccato negli anni Settanta, la cui vicenda è ancora tutta da raccontare. Perché spesso i mostri sono reali, e fatti di carne e ossa. 

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